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La versione di Nonna Wanda

La versione di Nonna Wanda

Pappa col pomodoro sopraffina

Questa ricetta è probabilmente la più rappresentativa tra quelle di nonna Wanda. Per me è sempre stata la migliore in assoluto per preparare la pappa col pomodoro (e a Firenze ce ne sono davvero tante versioni), al punto che non la ordino veramente mai in trattoria perchè mi delude sempre rispetto alla sua. L’importante è seguire alcune semplici regole, che lei mi aveva addirittura trascritto in maiuscolo per essere sicura che non sgarrassi! Il pane ovviamente deve essere rigorosamente toscano, il pomodoro di tipo fiorentino (molto simile al costoluto ma più rosso) e molto maturo, mai usare il brodo per allungare la pappa e tanto tanto basilico. In più per venire incontro ai palati della famiglia, la nonna aveva abolito l’aglio (che però si può aggiungere senza farla arrabbiare) e sostituiva parte del pepe con il peperoncino, perchè la pappa col pomodoro deve essere un po’ piccantina ma al nonno il pepe faceva male.

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 kg di pomodoro fiorentino

500 gr di pane toscano raffermo

1 mazzetto di basilico

1 grossa cipolla di tropea

olio extra vergine d’oliva

sale

pepe

succo di pomodoro (solo se serve)

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PREPARAZIONE

Pelate tutti i pomodori, tagliatene metà a fettine sottili e l’altra metà frullatela. Eliminate la crosta dal pane e riducete la mollica a pezzettini molto piccoli. Affettate finemente la cipolla e fatela rosolare in abbondante olio d’oliva, dopo un paio di minuti aggiungete il pomodoro a fettine e fate andare per 10 minuti a fuoco vivace. Poi unite il pomodoro frullato, il pane, il basilico spezzettato, una punta di peperoncino e un pizzico abbondante di sale.

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Lasciate cuocere a fiamma dolce per altri 10 minuti. Al termine regolate eventualmente di sale, unite il pepe e un altro giro abbondante di olio. Se durante la cottura la pappa dovesse risultare troppo densa potete allungarla con del succo di pomodoro, ma mai con il brodo! E infine ricordatevi come un monito accigliato (esattamente come me lo diceva mia nonna) che la pappa col pomodoro deve essere bella rossa!

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La versione di Nonna Wanda

ZUCCHINE TONDE RIPIENE DI TONNO

Questa ricetta mi rimanda ad un ricordo preciso delle estati al mare…durante l’università partivo per fulminei fine settimana a Punta Ala (ci vogliono 4 ore per arrivare da Milano!) sognandomi le sue zucchine ripiene. Non potevo neanche farmele a casa perchè nel capoluogo lombardo le zucchine tonde si trovavano come l’acqua nel deserto. Cercavo di partire sempre presto per arrivare in tempo per pranzo, sapendo che avrei trovato solo mia nonna che mangiava a casa, mentre il  resto della famiglia era in spiaggia, così mi godevo in santa pace lei e le zucchine!!

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

4 zucchine tonde

120 gr di tonno sottolio

1 uovo

40 gr di parmigiano grattugiato

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 cucchiaio di pan grattato

1 spicchio d’aglio

sale

pepe

olio extravergine d’oliva

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PREPARAZIONE

Tagliate la calotta delle zucchine e svuotatele della polpa con un cucchiaino. Fate sbollentare le zucchine svuotate in acqua leggermente salata per circa 3 minuti, scolatele e fatele raffreddare. Tagliate metà della polpa delle verdure e parte delle calotte a cubetti (il resto tenetelo per un sugo per la pasta o un contorno veloce), e fateli rosolare in padella con lo spicchio d’aglio, un giro d’olio e un pizzico di sale per 5 minuti. Preparate il ripieno mescolando la polpa saltata con il tonno spezzettato, l’uovo sbattuto, il pan grattato, il parmigiano, il prezzemolo e i soliti sale e pepe quanto basta. Riempite le zucchine con il ripieno e informatele a 180 C° per circa 30/35 minuti. Sfornate e servite le zucchine ripiene calde o fredde…tanto sono sempre buone!!

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Roastbeef eccezionale

Questa ricetta in realtà più che della nonna Wanda è di mia madre, che però da chi vuoi che l’abbia imparata?!! E’ uno di quei piatti che fa talmente bene e talmente spesso che io non l’ho praticamente mai cucinato! Ieri dal macellaio però ho trovato un pezzo di bicchiere (il taglio della carne che ho usato) troppo bello per essere lasciato lì e mi sono detta: provaci!! Ho solo fatto qualche aggiustamento in cottura perchè propri come lo fa lei tanto lo sapevo che non mi sarebbe venuto. In più ho aggiunto l’ingrediente segreto che mia nonna ogni tanto usava per insaporire l’intingolo della carne, insomma diciamo che questa è la mia versione del roastbeef di nonna Wanda.

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

800 gr di bicchiere (o altro taglio di carne consigliato dal macellaio)

½ bicchiere di vino rosso

1 spicchio d’aglio

2 rametti di rosmarino

10 foglie di salvia

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale

pepe

3 filetti di acciuga

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PREPARAZIONE

Tritate finemente le erbe, mescolatele con del pepe e un pizzico di sale  e passate questo mix aromatico su tutta la superficie della carne. In un tegame fate rosolare l’olio con lo spicchio d’aglio e le acciughe finchè quest’ultime non si disfano. Mettete il roastbeef nel tegame e fatelo rosolare molto bene su tutti i lati comprese le punte, sfumate con il vino rosso e lasciatelo evaporare. Prelevate la carne dal tegame e inseritela in forno già caldo a 180 C° per 15 minuti. Nel frattempo fate restringere leggermente sul fuoco il sugo rimasto nel tegame. Sfornate il roastbeef e lasciatelo risposare 5 minuti, poi affettatelo sottilmente e conditelo con il sugo caldo del tegame.

 

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Coniglio in fricassea

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima ricetta della nonna. Nel frattempo lei, pimpante ed elegante come sempre ha deciso di tenermi d’occhio da altrove. Ed io, elaborata la sua assenza ho sfogliato il suo famoso libro di ricette, adesso è nella mia libreria come il più prezioso dei volumi e ieri sera mi sono decisa a tentare uno dei suoi piatti più famosi: la fricassea. Ho comprato un coniglio in macelleria e già avevo in mente cosa avrei fatto, ho tirato un lungo sospiro e ho deciso di mettermi all’opera. Attenzione perchè questa ricetta è la soluzione a tutte quelle volte in cui avete tentato questo piatto stracciando l’uovo…in onore della nonna ecco cosa dovete fare!

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 coniglio a pezzi

1 cipolla bianca

2 tuorli

il succo di 1 limone

½ bicchiere di vino bianco

1 rametto di rosmarino

qualche foglia di salvia

1 lt di brodo di carne

sale

pepe

olio d’oliva

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PREPARAZIONE

Versate un giro abbondante di olio in una casseruola, fatelo scaldare bene e mettete il coniglio a rosolare, condito con sale e pepe. Quando è dorato da tutti i lati, toglietelo dalla pentola e mettete al suo posto la cipolla, il rosmarino e la salvia. Fate soffriggere gli odori e rimettete dentro il coniglio, sfumate con il vino e bagnate con il brodo. Coprite la pentola, abbassate la fiamma e fate cuocere per 1 ora. Al termine il liquido sarà quasi del tutto evaporato trasformandosi in una cremina leggermente densa. Prelevate nuovamente i pezzi di coniglio e teneteli da parte, eliminate il rametto di rosmarino e la salvia e frullate il sugo. A parte sbattete i tuorli con il limone. Rimettete nella casseruola il coniglio con metà del sugo e frullate di nuovo il resto con l’emulsione di uovo e limone. Prima di servire scaldate la carne, spegnete il fuoco e aggiungete il sughetto ottenuto con l’uovo, che velerà la vostra pietanza senza stracciarsi.

La versione di Nonna Wanda

Gnudi gratinati

Ogni tanto la Domenica mi tocca lavorare, in generale non sarebbe un gran problema, ma mi perdo un appuntamento che aspetto tutta la settimana. Il pranzo dalla nonna! Così per consolarmi faccio uno strappo alla regola e decido di preparare uno dei suoi piatti forti anche se oggi è un giorno qualunque della settimana e dovrei stare leggera…sempre all’inseguimento di quel chilo di troppo che inizio a pensare non se ne andrà più! La preparazione non mi porta via troppo tempo per fortuna, visto che le dosi sono solamente per due persone e non per 10 come fa di solito nonna Wanda. In realtà penso che sarei capace di divorarmi tutta la teglia da sola ma per fortuna in mio soccorso arriva mio marito, che inaspettatamente torna a casa per pranzo. “Ah quindi sarebbe questa l’insalatina che ti mangi quando non ci sono..?!”, io in tutta risposta borbotto qualche scusa confusa e decido che prima mangia e prima smette di farmi domande!

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INGREDIENTI PER 2 PERSONE

500 gr di spinaci freschi

250 gr di ricotta

1 uovo

4 cucchiai di parmigiano grattugiato + un po’

100 gr di gorgonzola

sale

noce moscata

1 spicchio d’aglio

olio d’oliva

farina 00 o di riso

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PREPARAZIONE

Portate a bollore l’acqua in una pentola abbastanza grande  per contenere gli spinaci, all’inizio usciranno fuori ma se li tappate con il coperchio in un minuto si abbassano. Fateli cuocere per 5 minuti poi scolateli e raffreddateli sotto l’acqua fredda del rubinetto. Strizzateli meglio che potete e metteteli a rosolare in padella con un giro d’olio, uno spicchio d’aglio e un pizzico di sale. Sono pronti quando in cottura non buttano più fuori acqua.

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Spostateli su un tagliere e tritateli finemente con il coltello, poi lasciateli raffreddare. In una ciotola mescolate la ricotta, l’uovo sbattuto e il parmigiano, conditeli con una bella grattata di noce moscata e sale. Unite gli spinaci tritati e mescolate bene. Formate delle palline di circa 4 cm di diametro con le mani e passatele in abbondante farina. Fate bollire una pentola d’acqua leggermente salata e cuocete gli gnudi tuffandoli in pentola un po’ per volta, sono pronti quando iniziano a venire a galla.

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Scolateli con un mestolo forato e sistemateli nella pirofila da forno. Coprite tutti gli gnudi con un ricciolo di gorgonzola e una grattata di parmigiano. Infornate a 180 C° ventilato per circa 12/15 minuti e servite.